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Il bazooka e i topini ciechi

Diffidate gente dai mega-piani internazionali per salvare l'euro, dalle sofisticate leve finanziarie e dai bazooka di soccorso dall'immensa potenza di fuoco. Quando leggete o sentite parlare di tutto ciò, mettete subito mano alla più umile ma fidata pistola ad acqua del vostro senso critico: ci sono da spegnere le fiamme di enfasi ingiustificate e fuorvianti. Sì, è vero che da settimane e settimane sono in corso contatti tra le cancellerie europee e del mondo (Casa Bianca inclusa), tra alti funzionari della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale per approntare soluzioni che possano dare solidità a una moneta europea. E' vero che si valutano varie formule di prestiti e formule di soccorso, soprattutto nel caso un Paese europeo, molto più grande della Grecia (l'Italia per esempio?), si trovi sull'orlo del default, per evitare che il contagio si propaghi ulteriormente al resto dell'Eurozona e del mondo. Ma ricordate prima del G-20 del 3-4 novembre di Cannes gli articoli di prima pagina di qualche giornale sul piano internazionale salva-euro? E' passato un mese e mezzo e non lo vedo! Ricordate i titoloni di qualche settimana fa su un mega-piano dell'Fmi da 400 miliardi per l'Europa, ovvero più di tutte le risorse disponibili dell'istituto internazionale (il cui ultimo aumento di capitale deciso nel 2009 non è stato ancora ratificato da tutti i membri)? Mah, per ora non ce n'è traccia. Pertanto, prudenza anche con l'ultimo "bazooka" finanziario che dovrebbe sommare 440 miliardi dell'attuale fondo salva-Stati europeo (Efsf) con altri 500 di un futuro meccanismo stabile (Ems). Già, già, bella idea avere due fondi invece di uno. Peccato che Berlino abbia da sempre posto come ferrea condizione il fatto di finanziare il prossimo Ems solo se si estinguerà il precedente Efsf e il capitale del vecchio fondo verrà conferito al nuovo istituto, NON versando interamente capitali in aggiunta. E' vero, potrebbero intervenire i finanziamenti della Bce e magari anche del Fondo monetario. Ottima idea, però, non la darei per fatta. Quando sono in gioco centinaia di miliardi questi avvincenti e roboanti piani non sono così facili da mettere a punto. Non bastano i bisbigli all'orecchio di un giornalista da parte di una fonte autorevole, o anche autorevolissima, a rendere credibile un super-piano da 400, ma che dico 1000, ma perché no – mi voglio rovinare – 2000 miliardi! Occhio amici perciò ai titoli di agenzie con tre stellette su immaginifici progetti internazionali di soccorso tipo Spectre, che poi obbligano i siti a sparare titoli sensazionali e i giornali (sigh) a seguire. Poi, dopo qualche giorno, la delusione, ohibò la sorpresa: ma come, i leader europei, Merkel in testa, ci stanno deludendo inevitabilmente, non volendo chiedere – ma guarda, chi l'avrebbe previsto? – centinaia di miliardi ai propri contribuenti da gettare in calderoni internazionali. E i mercati, pure delusi e sorpresi, si inabissano. Non so dire fino a che punto ci sia solo un demoniaco circolo tra finanza, politica e media che si autoalimenta, e poi regolarmente si sgonfia, o se entri in gioco anche la malafede di qualcuno (e non voglio certo fare il medesimo errore di credere in un meta-super-mega-complotto-mediatico-politico-finanziario!). Comunque, visto che è in gioco la nostra moneta e il nostro benessere, cerchiamo almeno di non correre in questa pazza ruota come topini ciechi.  

  • enrico brivio |

    Caro Paolo, non credo che tutti siano così smaliziati come pensi tu. Ma soprattutto quello che ho cercato di evidenziare nel mio intervento è il perverso meccanismo di amplificazione e di auto-emulazione da parte dei media (presente in Italia un po’ più che altrove). Si tratta di una reazione a catena che è purtroppo pressoché inarrestabile e finisce per dare alla fine per acquisite e pacifiche notizie che non lo sono affatto, oltre a indirizzare i mercati verso aspettative esagerate, poi puntualmente deluse. E noi giornalisti siamo specialisti nell’evidenziare l’inadeguatezza dei politici nel trovare le soluzioni adeguate, meno bravi ad ammetttere che talvolta contribuiamo a creare noi stessi ingiustificate aspettative, per l’ansia di non “bucare” una notizia o di avere un titolo “forte”.

  • Paolo |

    Caro Enrico.. mi permetterai di dire che questo tuo consiglio di non credere troppo a quanto si sente dire su questa o quella possibile soluzione, manovra o piano, e’ tanto assolutamente valido quanto del tutto superfluo!
    Penso ormai neppure i boccaloni d’allevamento credano piu’ ai mille sussurri (rumors pardon) che arrivano da ovunque; comprese le fonti ‘autorevoli’.
    Certo potremmo discutere a lungo se tale atteggiamento di scetticismo, che investe ormai l’informazione tutta, sia potitivo o meno. Ma forse, per la finanza ci son meno dubbi!
    Cordiali saluti

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