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Cavour, Mazzini e …”Merkozy”

"Non era un’Europa a due velocità quella alla quale pensavano Mazzini e Cavour. Era un’Europa inconcepibile senza la presenza attiva dei popoli mediterranei, area strategica, allora come oggi". Così si è espresso il premier Mario Monti nel suo discorso a Reggio Emilia per celebrare il tricolore. E non c'è dubbio che il conte Camillo e il fondatore della Giovine Europa si ponessero molti problemi legati alla frammentazione dello scacchiere politico del Vecchio Continente, ma non forse più di tanto quello delle diverse velocità delle economie e dello stato delle finanze del Nord e del Sud. Tocca invece a Monti essere molto risoluto nel persuadere Nicolas Sarkozy e soprattuto Angela Merkel sull'esigenza di un impegno congiunto per convincere i mercati a credere nell'Italia e quindi nell'euro. Si sa che la cancellliera tedesca ha bisogno di impegni stringenti sulla riforma dei Tratttati da esibire ai propri elettori per giustificare il costo di un più deciso impegno tedesco nel salvataggio dell'euro. Ma le forme che assumerà questo do ut des sono importantissime. Monti dovrà convincere la Merkel che l'Italia (come la Grecia del resto) a questo punto sta facendo tutto ciò che è in suo potere per risanare le finanze. E che non si può imporre a un Paese con il 120% di debito rispetto al Pil di rientrare ogni anno di un ventesimo dell'eccedenza rispetto al 60%, senza tener conto di alcune attenuanti: l'andamento del ciclo economico, il non computo delle spese in investimenti produttivi e l'alto tasso di risparmio privato. L'alternativa  è imporre una camicia di forza che rischia di strozzare l'economia italiana, manovra dopo manovra, e quindi di far precipitare anche l'Europa e l'euro. Al tavolo Merkel e Sarkozy si troveranno un esperto economista e un conoscitore dei meccanismi decisionali europei molto migliore di loro. Speriamo che Monti sappia trovare con "Merkozy" anche gli argomenti risoluti e persuasivi che Cavour e Mazzini (con l'aiuto di Garibaldi) seppero trovare nei confronti di francesi, borboni e austro-ungarici.