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Happy Birthday Dickens, il più grande dei blogger

Molto se ne parla, ma se lo merita eccome il vecchio, grande Dickens di essere ricordato il 7 febbraio 2012, giorno del duecentesimo anniversario della sua nascita (forse un po' più di Vasco Rossi che di primavere ne fa poi solo 60: ma chi l'avrebbe mai detto che erano nati lo stesso giorno l'autore di Vita Spericolata e di Oliver Twist?…meditate facitori di oroscopi, meditate…). Molte cose si sono scritte e si scrivono sul vulcanico e geniale Charles e mi limito ad aggiungerne una sulla sua opera di giornalista, lavoro sul quale mi soffermai nei tempi, ahimè lontani, della mia tesi di laurea. Da giovane Dickens fu stenografo parlamentare e cronista normativo (direi che se avesse scritto allora per Il Sole 24 Ore la sua sezione non sarebbe stata certo il Domenicale ma piuttosto Norme e Tributi), poi reporter appassionato degli eventi londinesi, infine fondatore e direttore negli ultimi vent'anni di vita (dal 1850 al 1870) di due settimanali, Household Words e All the Year Round, in cui riversò tutta la sua poliedrica creatività. Nel primo periodico uscì a puntate Hard Times (Tempi Difficili), che ne raddoppiò la circolazione, portandola a 40mila copie (non male per quegli anni).  Ma sui settimanali si pubblicarono anche molti suoi pezzi brevi, cronache, bozzetti, recensioni, racconti e reportage. Sono 129 i brani che Dickens scrisse per Household Words, 181 i pezzi scritti assieme ad altri valenti giornalisti e scrittori, da Wilkie Collins a Elizabeth Gaskell. Direttore invadente e incontentabile metteva spesso le mani negli articoli dei suoi collaboratori, che uscivano – come su molti periodici vittoriani di allora o oggi sull'Economist - tutti senza firma. Ma su pagine rigorosamente marchiate sotto l'egida di "Charles Dickens the Conductor". Lui, il volitivo "conduttore", faceva opera estensiva di editing, aggiungeva tocchi dickensiani, spesso di colore ma non solo, al punto da ridurre le bozze con mille cancellazioni e aggiunte a "inky fishing nets", intricate reti di inchiostro. Difficile catalogare pezzi che vanno dal bozzetto satirico al racconto gotico, ma era costante l'esigenza di vedere tutto attraverso l'originale lente soggettiva del "realismo deformante" dell'autore di David Copperfield. Per questo, piuttosto che al giornalismo che si svilupperà nel secolo successivo e alle sue pretese di ricerca di una verità oggettiva, il Dickens di Household Words resta ancorato a sensazioni, impressioni e punti di vista personali, che ne fanno l'antenato e il più grande dei blogger.