Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Obama e Calderon come Monnet e Adenauer?

"Ho incoraggiato gli europei a definire il quadro dell'integrazione che vorranno raggiungere". "Abbiamo un piano d'azione per la nuova architettura economica, vogliamo più Europa". Le frasi non sono di Jean Monnet e Konrad Adenauer, o altri padri del progetto comunitario lanciato più di cinquant'anni fa, ma provengono – udite, udite – dai discorsi di Barack Obama e del presidente messicano Felipe Calderon durante il G-20 da poco conclusosi a Los Cabos. Sogno o son desto? Già, già, lo sappiamo: tutti di questi tempi si preoccupano dello stato di salute del povero euro e si sentono in vena di fare i maestrini di integrazione europea. 

Da un lato la cosa è confortante perché dimostra come, a livello politico, da Obama a Hu Jintao tutti abbiano (per motivi di stretta bottega) molto a cuore la salvezza della moneta unica e si rendano conto che, se andrà a pezzi, ne pagheranno i bruschi contraccolpi anche la ripresa americana, l'export cinese e il motore economico già in raffreddamento di tutti gli emergenti. A dispetto di tutte le scommesse contro l'euro di potenti hedge fund internazionali e delle previsioni di tutti quei report di grandi banche americane, stilati da baldi ragazzotti freschi di Business school, che ormai da due anni a questa parte continuano a dare a volte tre…a volte due…a volte un mese di vita all'euro. Good for them! L'euro intanto non è morto, nonostante i tanti cinici azzardi e le tante fosche profezie. 

Quindi, viva le buone intenzioni della politica se alla fine prevarranno sull'utilitarismo speculativo della grande finanza e sulle contraddizioni della costruzione monetaria europea. Però, però…. farsi dare lezioni di integrazione comunitaria da Obama e Calderon è obiettivamente un po' bizzarro. Sono due leader che da anni e anni faticano (in tre con quello canadese) a far approvare il pieno libero scambio di merci e servizi e capitali - per non parlare del libero movimento delle libere persone! – nell'area nordamericana del Nafta. Libertà che in Europa esistono pienamente dal lontano 1993  e che ora sono consolidate tra 27 Paesi, con 27 Parlamenti e 27 Governi. E questi leader nordamericani, che non saprebbero certo persuadere i rispettivi Parlamenti ad approvare leggi per andare incontro alle esigenze del vicino (ma ve lo vedete Obama convincere il Congresso a far liberamente entrare negli States i lavoratori messicani?), si permettono di dare lezioni di integrazione agli europei! Un po' di decenza, please!

Detto questo, devo anche ammettere che se Obama e Calderon riuscissero mai a convincere Angela Merkel a sottoscrivere gli eurobond, un posto vicino a Monnet e Adenauer se lo meriterebbero. Ma la vedo dura.