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50 sfumature d’Europa

E così 11 Paesi europei alla fine si incamminano sull'impervio cammino della Tobin Tax mentre Angela Merkel visita Atene e lancia vaghe promesse, di fronte a piazze greche che ribollono. L'Europa faticosamente procede, eh sì procede, a piccoli faticosi passi ma procede. E perdonate il consumato refrain, a me caro: ma dove sono quelli che un anno fa dicevano che la Grecia sarebbe stata fuori dall'euro nel giro di qualche mese, anzi di qualche settimana? Tutti quegli studi di banche d'affari americane, i titoloni dei tabloid inglesi ripresi a pappagallo dai siti italiani sulle dracme già pronte e via discorrendo? Certo c'è stato lo sforzo di mettere in piedi un fondo salva-Stati europei presentabile e l'opera di un geniale Mario Draghi alla Bce, capace di convincere i tedeschi (non i craponi della Bundesbank vabbeh, ma se era per quelli non si sarebbe neanche avuto il marco uno a uno al momento della riunificazione tedesca, ricordate le dimissioni di Karl Otto Poehl?) a fare ciò che non vorrebbero, ovvero ad accettare iniezioni di liquidità e acquisti di titoli sui mercati secondari, spiegando con la loro stessa logica kantiana che era l'unico modo per attuare la linea di politica monetaria prestabilita. Ma certo, non si è usciti dalla lunga galleria della crisi. La recessione resterà con noi. Forse Spagna e Italia dovranno chiedere aiuti. E l'Europa resta materia dannatamente complicata. Come ben sa chi comunica per conto di un Governo mediterraneo, che mi ha detto che ora, non è più come un tempo, ci si deve preoccupare di come il messaggio sarà recepito a Berlino. Slogan che funzionavano con elettori spagnoli o italiani possono terrorizzare i tedeschi, e quindi i mercati, e bisogna tenersene alla larga. Ca c'est l'Europe! Tante sensibilità nazionali si incrociano sempre più, tanti interessi si sovrappongono ma a nessuno, in fondo in fondo, conviene che l'euro salti per aria. Nemmeno ad americani e cinesi! Di queste variegate e decisive sfumature politiche tanti analisti finanziari freschi di Business school e stimati premi Nobel non sempre sono coscienti.  E sbagliano credendo che l'Europa si possa soggiogare a schemi logici e modelli econometrici semplicistici come l'eroina di una scontato romanzo erotico, che va per la maggiore, fa con i giochetti del suo amante.