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Non è uno scandalo ma… un crine di cavallo

Ricordo ancora la fragorosa risata di mio suocero americano quando, un po' di anni fa, gli dissi che quella sera l'avrei portato a mangiare carne di cavallo. "You are always joking, Enrico!". Poi quando gli spiegai che era vero, impallidì e si incupì, seriamente proccupato di dover mangiare quella robaccia che in New Jersey è sinonimo di suola da scarpe. Ritrovò poi colore e buon umore il caro George, dopo una sontuosa cena in quel di Saonara, in provincia di Padova, all'insegna di sfilacci affumicati e polentina, bigoli al ragù di cavallo e un delizioso filetto di puledro. "Unbelievable! The best dinner I ever had in Italy" sentenziò alla fine, incredulo e soddisfatto.

Nervi saldi e attenzione perciò a non allarmarsi troppo, come fece mio suocero quel giorno, di fronte al caso dei tortellini della francese Spanghero, nei quali è stata trovata carne equina al posto di quella di manzo. Lasciamo i tabloid inglesi e tedeschi inorridire, e i siti scandinavi trasudare indignazione. Nella loro cultura, carne equina equivale a veleno, ma noi sappiamo che ben più immonde, per il palato e per il colesterolo, sono certe fritture untuose e salsicciotti indefinibili che quei popoli nordici ingurgitano beatamente ogni giorno!

Per carità, è colpevole chi non indica in etichetta ciò che veramente c'è nel prodotto, come ha fatto Spanghero. E la cosa diventa ben più seria se vi sono anche tracce di sostanze chimiche dannose come il fenilbutazone, un antinfiammatorio somministrato ai cavalli da corsa. Se uno poi è vegetariano e animalista, e non vuole mangiare carne di cavallo, è giusto che sia informato (anche se mi sfugge perché alcuni riservino a un tipo di quadrupede le attenzioni che negano a placide mucche o grufolanti porcellini). Ma comunque ragazzi, non scherziamo! E' una questione che nulla, ma proprio nulla, ha a che vedere con i grandi scandali alimentari di fine anni '90. Ovvero i mangimi con resti di animali che portarono in Gran Bretagna alla diffusione dell'encefalopatia spongiforme bovina, quel morbo della mucca pazza che ridusse in fin di vita decine di persone in Europa, o il caso dell'olio da motore con diossina riversato nel mangime dei polli in Belgio. Quelle sì furono vere nefandezze che misero a repentaglio vite umane. Un po' di carne di puledro nei tortellini al confronto dei macigni di quegli scandali alimentari ha il peso…. di un crine di cavallo.