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Ah, se solo bastasse un vertice europeo….

Ah, se bastasse un vertice europeo, o anche due, per risolvere un problema. Che bel mondo sarebbe! Quanti gagliardi ragazzi si vedrebbero assunti presto, visto che alla disoccupazione giovanile è stato dedicato il summit europeo dei capi di Stato e di Governo del 27 e 28 giugno a Bruxelles e che il 3 luglio tanti leader comunitari e tutti i ministri del Lavoro dei 28 Paesi Ue si sono incontrati a Berlino sotto i prodigiosi offici della Merkel. A parlare soprattutto di quello. Di lavoro per i giovani. E si è deciso di destinare forse 8, forse 9 miliardi a un'iniziativa per garantire ai giovani un futuro (l'esatta entità dipenderà da quanti fondi si potranno riprogrammare sulla Youth Employment Initiative, visto che è stabilito che si potrà fare, ma per il momento i fondi sicuri per il 2014 e 2015 sono 6 miliardi). Si tratta di quell'iniziativa che prevede di garantire ai giovani sotto i 25 anni una buona offerta di lavoro, un corso di perfezionamento, l'apprendistato o un tirocinio entro quattro mesi dalla disoccupazione o dall'uscita dal sistema educativo. Mah! "Una misera decisione – ha tuonato in Europarlamento la co-presidente dei Verdi, Rebecca Harms – 10 euro a testa per i giovani europei è quanto c'è nel fondo di garanzia per i giovani".  Ma poi ci sarà la riprogrammazione dei fondi strutturali – hanno ricordato Merkel & Co., – che potrebbe canalizzare verso l'occupazione giovanile ulteriori 16 miliardi, dei quali potrebbero beneficiare 78mila giovani e 55mila aziende. E non dimentichiamo la Banca europea per gli investimenti, of course, impegnata a gettare sul piatto oltre 60 miliardi per la crescita dal 2013 al 2015, dei quali non potranno che beneficiare i giovani! Ma certo che sì. Una rutilante giostra di miliardi è partita e fa girar la testa, un po' come nel Calciomercato quando per uno sbarbato centravanti sudamericano c'è chi è pronto a sborsare cifre da capogiro. Però poi i goal non sono assicurati. E così è. Si, è vero, le elezioni bussano alle porte per frau Merkel e l'iniziativa suona bene in vista dell'appuntamento con gli elettori tedeschi di settembre, così come spendersi per i giovani è sempre un bel gesto e mette un po' di collante nelle pericolose crepe che si aprono nella coalizione di Enrico Letta. Per carità, molto meglio che i leader europei si interroghino e cerchino soluzioni per la disoccupazione giovanile, piuttosto che litighino su concetti astrusi come sussidiarietà o quote latte. Però, viene da chiedersi, servirà veramente a qualcosa? Guardiamo al mondo intero. Una ricerca Gallup afferma che dei 7 miliardi di abitanti della terra 5 sono adulti con più di 15 anni e 3 miliardi aspirano a un lavoro full time. Il problema è che oggi nel mondo ci sono solo 1,2 miliardi di posti di questo tipo ed è sull'esito di questa voragine che secondo Jim Clifton, presidente di Gallup, in The Coming Jobs War si combatterà una futura guerra mondiale. Al tempo stesso, il presidente del Ceps di Bruxelles, Daniel Gros, ha ricordato in un articolo per Project Syndicate pubblicato in Italia dal Sole 24 Ore che ci sono alcune mistificazioni sul tema dell'occupazione giovanile. Accorpare i giovani dai 15 ai 24 anni fornisce un quadro distorto – ha osservato l'economista tedesco – perché i ragazzi tra i 15 e i 19 anni dovrebbero essere perloppiù a scuola e, se non lo sono, hanno competenze molto basse; inoltre i dati sono basati sui giovani partecipanti al mercato del lavoro ma non tutti cercano occupazione. Insomma, conclude Gros, tra gli esperti di lavoro è noto che il tasso di disoccupazione dei giovani è fuorviante e se è al 50% non significa che metà della popolazione giovanile è disoccupata. Si chiede anche il presidente del Ceps: ma siamo sicuri che un teenager disoccupato sia una perdita più grave per la società di una single mother o di un disoccupato anziano, che debba fornire l'introito a una famiglia intera? Eppure i politici parlano solo dei ragazzi. Per carità siamo tutti sensibili al dramma dei nostri figli inesorabilmente destinati a saltare da lavoro precario a lavoro precario come Tarzan di liana in liana. Urlando, magari, con la stessa rabbia. Però, accidenti, le argomentazioni di Gros qualche tarlo lo fanno rosicchiare. Ah, se solo bastasse un vertice europeo a trovare le risposte giuste….

  • Pam |

    Pienamente d’accordo con lei e la sua analisi…ma perchè si ostinano o fanno finta di non capire che almeno in Italia adesso la maggiore emergenza è la disoccupazione delle persone che hanno dai 30 ai 45 anni? Forse so la risposta…senza aver partecipato a un vertice europeo!!!

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